WIP
(ilcineocchio.it/cinema/film-memories-on-the-road-kunt-tulgar-il-cattivo-dai-mille-volti-a-colloquio-col-bruno-mattei-turco/)
…Kunt Tulgar’s biggest commercial success as a director was Gizli Kuvvet … film che non dice una beneamata mazza al cinematografaro medio occidentale. But it hides a curious story. Ma nasconde una storia curiosa. Sul set è presente Gianni Crea, il non dimenticato regista di “E il terzo giorno arrivò il Corvo”: è li e non si sa bene cosa stia a fare. Dovrebbe dirigere il film, o co-dirigere le parti per una fantomatica quota produttiva italiana. Viene cacciato via dopo poche settimane, non si sa perchè. Tulgar isn’t saying, and yes, he speaks perfect Italian. After some time Crea returns to Istanbul and asks to purchase some of the filmed material: le scene d’azione che vedono Kunt Tulgar in veste di attore perchè vuole integrarle in un suo progetto di film politico-avventuroso che si svolge parte in Italia e parte in Turchia: è il misteriosissimo “Liberate Emanuela”, la storia del sequestro di Emanuela Orlandi. Ma, alla fine, di sequestrata c’è solo la pellicola finale. Il film è mai uscito? Leggenda vuole che fu proiettato una sola volta al Festival di Bellaria del 1984 e poi sequestrato su richiesta dei parenti della Orlandi. Era una copia definitiva? Un pre-montaggio? Nessuno sa niente. Tulgar è convinto che il film fu ultimato e la storia del sequestro potrebbe essere vera. Ma la moglie di Crea giura che non fu mai finito: forse ne fu fatto solo un montaggio provvisorio per il Festival … Ma il cinema turco – e soprattutto quello di Kunt Tulgar – è come il maiale: non si butta via niente. E quindi Gianni Crea (ancora lui!) torna alla carica un’altra volta per acquistare ulteriori parti di “Gizli Kuvvet” per integrarle in una nuova ed ancor più misteriosa co-produzione italo-egiziana (?) che vede Gordon Mitchell come protagonista. Questa volta sembra che giri di manovella per aggiungere nuove scene ne siano stati fatti ben pochi: i rapporti tra il regista turco e il nostro Crea si rompono definitivamente (“era un cialtrone” mi ha detto in tutta confidenza) e di questo action in salsa egiziana se ne perdono tutte le tracce, probabilmente affondato nelle limacciose acque del Nilo assieme ai suoi fantomatici produttori.