One Rainy Night/Una Notte di Pioggia (aka L’Uomo della Guerra Possibile) (1979)

A scientist working on a drug which will render atomic radiation harmless to humans finds out that he is secretly being used by higher powers who plan to weaponize his discovery.

According to Wikipedia Italy started producing nuclear energy in the early 1960s, but all plants were closed by 1990 following the Italian nuclear power referendum. As of 2018, Italy is one of only two countries, along with Lithuania, that completely phased out nuclear power for electricity generation after having operational reactors.

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Given that the nuclear power referendum which eventually shut down all the reactors was held in 1987, it is quite possible that L’Uomo della Guerra Possibile was spared from a fate worse than death simply because it just happened to touch upon what was fast becoming a hot topic at the time. Unfortunately, it is hard to say for sure because there is very little information available about the film or its seemingly troubled production and distribution history.

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The following review comes from filmitaliani.altervista.org

Based on the novel The Diary of a Provocateur by journalist Dario Paccino, a precursor to the environmental movement, published in 1977 in the “I libri del No – Serie verde” series. The film was shot in 1979 with the title Una Notte di Pioggia (One Rainy Night) and produced by the cooperative COALA Spettacoli Autori e Lavoratori Associates, it was eventually released in 1986 with a new title L’Uomo della Guerra Possibile. Despite being received positively at the Venice Film Festival, it only received a limited release in independent regional cinemas, a very limited release on VHS courtesy of Videa in 1989, and has never been screened on television.

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Extremely well produced and boasting strong performances, despite the obviously low budget, Romeo Costantini’s film analyses and embodies the fear of nuclear power that agitated Europe in the period in which it was shot (the end of the 1970s, when there was talk of installing U.S. “Euromissiles” in Comiso. It was eventually released on the eve of the nuclear referendum which had been triggered by the catastrophe in Chernobyl) Its undeserved obscurity to which it has been condemned appears to be politically motivated. Worthy of rediscovery.

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Update May 2022

Interview with Romeo Costantini via email with onemanandhisdroid – 2021

Introduzione

Sono sempre stato portato per il disegno, ho dipinto, venduto quadri e questo ha influenzato la mia scelta di frequentare Scenografia all’Accademia di Belle Arti.

In genere facendo Scenografia si immagina di avere uno sbocco lavorativo nel teatro (ho fatto la scenografia di diverse opere liriche), mentre l’avvicinamento al cinema è stato puramente casuale (a 25 anni) e dovuto alla conoscenza fortuita con uno scenografo che mi ha preso inizialmente come suo aiuto scenografo.

Lavorando con Mario Bava e Dario Argento

Il film di Mario Bava era un film abbastanza povero con poche possibilità economiche di costruire ambienti appositamente per il film. Ma proprio per questo l’eccezionale capacità di Bava di utilizzare la MDP e la fotografia per creare effetti particolari è stata per me una scuola tecnica molto importante.

Ricordo particolarmente una scena dal clima psichedelico di una  festa creata in un teatro degli stabilimenti De Laurentiis sulla via Pontina. Bava mi chiese di  far costruire in teatro esclusivamente un gigantesco ma economicissimo cubo di molti metri di lato e di procurargli degli oggetti di plastica lucidi e colorati come portaposate, portapiatti e altri oggetti orientaleggianti come statuine cinesi ecc.

Il gigantesco cubo, da solo in mezzo al grande teatro, anche se illuminato dall’interno risultava piuttosto squallido ma il regista piazzo’ la macchina fissa ad una certa distanza e costruì intorno a questa una serie di prospettive con i portaposate di plastica. I portaposate sembravano pareti. Facendo poi coincidere uno degli oggetti cinesi di pochi centimetri con la superficie del cubo riuscì a creare l’impressione che il cubo fosse sormontato dalla enorme scultura di un cavallo.

Con dei ragazzi che ballavano sotto al cubo,  le luci giuste e la prospettiva resa dall’obiettivo, la scena girata risultò una grandissima colorata sala da ballo. Non so se l’inquadratura sia stata poi montata tutta o in parte nella versione definitiva del film.

Per quanto riguarda i film di Dario Argento, specialmente nell’”Uccello dalle piume di cristallo” l’esperienza è stata estremamente creativa e Dario molto preso nella costruzione della sua prima regia, lasciava una grande libertà di iniziativa ai suoi collaboratori.

La scenografia più impegnativa del film e la più importante ai fini della storia era la galleria d’arte.

E stata realizzata con una fodera di polistirolo scolpito con la fiamma. Il polistirolo in quegli anni era un materiale praticamente sconosciuto nel cinema e credo che con quel film lo abbiamo reso popolare tra i costruttori in forza nei teatri di posa.

Le sculture della galleria le ho ideate e realizzate personalmente con una base di gesso e materiali vari con l’aiuto di uno stuccatore dello stabilimento De Paolis.

(nella foto sono quello con la camicia)

SCENA E SCULTURE DARIO

Foto di scena 2

Ti allego anche la foto del quadro naif realizzato per la scena del pittore Berto (below)

Una Notte di Pioggia/L’Uomo della Guerra Possibile

Ho conosciuto Dario Paccino nel ’77. Io già scrivevo sceneggiature e lui mi chiese di scrivere un libro per una casa editrice ( AREA ) che era nata da poco per iniziativa di un gruppo di scrittori, tra cui lo stesso Paccino. Pubblicai così il libro di racconti “Non c’era una volta” ed ebbi modo di leggere il libro di Paccino “Il diario di un provocatore”.Le due cose che mi colpirono maggiormente del libro furono una parte di storia ambientata in una comunità di vecchi e la figura del protagonista che è uno scienziato.

Paccino fu d’accordo a lasciarmi calare in un nuovo intreccio le due cose che mi avevano colpito e così fui libero di portare la storia – e strutturare quindi la sceneggiatura-  all’interno delle tematiche che interessavano il nascente movimento antinucleare.

Dato che la sceneggiatura trasmetteva abbastanza l’importanza del tema, la troupe fu molto partecipativa e disponibile. Ma il problema principale fu l’alto numero di inquadrature previste nel piano di lavorazione e il poco tempo a disposizione per girarle.

I tempi di ripresa erano dati naturalmente dal budget, che essendo piuttosto limitato non poteva prevedere una durata delle riprese superiore alle 5 settimane

Inoltre, durante la fase di edizione la Gaumont Francese decise di bloccare tutti i film in produzione da parte della Gaumont Italia.

Claudio Bruno/Facebook
Articolo di Franco Pecori su repubblica del 1983

Con Paolo Pereio Siamo rinatsi in contatto , dal brasile dove lui vive, mentre con gli italiani i primi anni ci siamo visti di tanto in tanto quando il film era invitato a dei festival. Invece, diversi tecnici della troupe li ho richiamati per il film o i lavori che ho fatto successivamente.

Politics

Si, è vero, il cinema dal punto di vista delle istituzioni e dei produttori era orientato a destra per l’80/90 per cento. Per contro erano forti e di sinistra il sindacato lavoratori spettacolo e l’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) a cui allora ero iscritto.

Gli anni di piombo a Roma i sentivano più nella vita di tutti i giorni – informazione, posti di blocco, e clima di emergenza – che nel cinema. Soltanto dopo sono arrivati alcuni film sul terrorismo.

Alfonso Brescia

Alfonso Brescia era una persona molto educata e gentile alla quale ero molto affezionato. Anche lui credo mi stimasse. Allora avevo 27, 28 anni Ho fatto lo scenografo in molti suoi film e ho scritto due o tre sceneggiature per lui: Anno zero guerra nello spazio e due della serie che fece su zanna bianca,

Per me aveva solo un “difetto” Alfonso: siccome secondo lui ero fisicamente cinematografico e per la produzione era un risparmio, nella mia paga di scenografo era quasi sempre compresa una mia partecipazione in un piccolo ruolo come attore. E non c’era niente da fare per convincerlo che non mi piaceva stare davanti alla MDP. Alla fine con i suoi modi sornioni mi convinceva sempre.

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